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Santo Natal! Notte d`Opal!

Breve descrizione della sua vita e dell` origine del canto „STILLE NACHT! HEILIGE NACHT!“ Nella sua versione italiana, il canto ha diverse traduzioni: „ASTRO DEL CIEL“, „TACITA NOITE, SACRO MISTER“, „SANTO NATAL! NOTTE D`OPAL

„SCENDE DAL CIEL MISTICO VEL!“

© Tutti i diritti riservati a Hanno Schilf, STILLE NACHT Verlag, 5024 Salzburg, Steingasse 9.

Joseph vide la luce a Salisburgo, l`11 dicembre 1792, nella Steingasse, 9. Era il terzo bambino illegitimo di Anna Schoiber, 34enne, che lavorava a maglia le calze. Joseph Mohr, il padre, 28enne proveniente da un villagio di montagna Mariapfarr, era soldato a Salisburgo. Lasciò ancora al bambino il suo nome, poi scomparve per lungo tempo. Solo più tardi riaparve come soldato in servizio alla Fortessa e mori prematuramente nell`anno 1814.

Joseph visse in misere condizioni con la madre Anna, la nonna Maria, la sorellastra Klara, e la cugina Theresia, di cinque anni maggiore di lui. Data l`ubicazione dellàllogio a ridosso del Kapuzinerberg, le camere umide, i cui muri erano aggrediti dalla muffa, non erano mai calde bastanto.

La famiglia aveve vissuto tempi migliori. Quando nonno Schoiber viveva ancora ed era, fino al 1767, scrivano presso le saline di Hallein, portava a casa prezioso denaro. Ma di questo benessere era rimasto ben poco: un tappeto già in parte liso e una sedia sulla quale la nonna sedeva davanti alla finestra, sognando i vecchi tempi. Di tanto in tanto guardava Theresia e sospirava…Del padre della ragazza, Michael, lo zio di Joseph, non si doveva parlare: era scappato con una commediante, abbanonando Theresia ai parenti.

Dopo la nascita di Joseph, sua madre Anna fu condannata, per questo terzo bambino illegitimo, a una forte ammenda. Se non l`avesse pagata, sarebbe stata irrimediabilmente rinchiusa in prigione. Ora la madre di Joseph non disponeva della somma di 9 fiorini (si pensi che un intero bue costava all`epoca 12 fiorini). Capitò poi che, grazie alla mediazione di una cliente, Joseph Wohlmuth si presentò da Anna Schoiber nella veste di salvatore. Costui si reservò il diritto, per il pagamento della multa, di deventare il padrino del bambino. In mancanza di altre offerte d`aiuto, la madre acconsentì a questa richiesta. All`atto del battesseimo, Wohlmuth al quale era proibito, data la sua professione, di entrare in chiesa, si fece rappresentare da Frankiska Zachin, la sua cuoca. Come boia di Salisburgo, Wohlmuth era tenuto a vivere fuori città.

Tutti questi fatti erano presumibilmente per Joseph, nuovo essere umano, infauste premesse. Con sua origine non avrebbe nemmeno potuto imparare un mestiere artigianale.

Ma Joseph aveva la fortuna dalla sua! Johann Nepomuk Hiernle, vicario del coro della Cattedrale, scoprí le sue doti musicali mentre Joseph stava cantando, seduto dietro la sua casa natale sui gradini della Imbergstiege, la scala che porta alla Kapuzinerberg. Questo è il secondo posto ove egli giocova più volentieri quando non giocava lungo il Salzach, vicino ai contadini che manovravano le chiatte e che, talvolta, lo facevano salire sulle loro barche.

Ora inizia per Joseph una nuova vita. Viene stimolato al pensiero di un`esistenza piu tranquilla. Questo calice della felicità è mescolato con un`unica goccia di amarezza. Nei registri della suola è iscritto come orfano, il che porta a pensare che nessuno dev`essere al corrente della sua origine. Joseph deve vivere a lungo con questa bugia. A 7 anni egli frequenta la scuola preparatoria, poi il ginnasio academico di Salisburgo. Suona il violino nell`abbazia benedettina di S. Pietro, canta nel coro del convento ove viene complimentato dal suo insegnante di musica per la sua bela voce.

In Europa infuriano le guerre napoleniche. Nel 1808 le truppe franco-bavaresi occupano nuovamente Salisburgo. Dierto consiglio di Hiernle, il suo precettore, Joseph si reca nell`abbazia benedettina di Kremsmünster per ultimarvi in pace la sua formazione. Quest`istituto é celebre per il suo insegnamento improntato sull`illuminoso e orientato verso le scienze naturali. Joseph trascorre volentieri nell`osservatorio della casa il tempo che i suoi studi e la sua attivitá nel coro gli consentono di disporre. Due anni dopo torna a Salisburgo, studia filosofia al liceo e si prepara a diventare prete. Nel 1811 entra in seminario e nel 1814 è nominato sottodiacono.

Il 15 luglio 1815 giunge il momento. Durante una festosa cerimonia, Joseph viene ordinato sacerdote nella cattedrale di Salisburgo.

Con sua grande sorpresa, Joseph viene mandato nel settembre 1815 a Mariapfarr per assumervi il posto di prete ausiliario del parocco Stoff. Mariapfarr è il luogo di nascita di suo padre e anche Bischofsreiter, suo maestro. Proviene da questo commune sito nel Lungau, a 1100m d´altitudine, il quale all`epoca era raggiungibile solo in estate attraverso il Tauernpass. Da ottobre al più tardi fino a maggio questo colle è difficile da superare. Il parocco Stoff raconta a Joseph che più di un cascinale di questa valle è stato costruito con le pietre degli antichi luoghi di culto deo Romani, degli Slavi e die Celti. Favole singolari sono collegate con questi luoghi, ma è anche diffuso il timore che col proprio comportamento si possano scatenare eventi naturali distruttivi.

L`aria pura e limpida nonché le lunghe passeggiate fino alle cascine disseminate e gli alpeggi giovano a Joseph: una vacchia malattia polmonare risalmente alla sua infanzia scompare quasi del tutto. Il bagno settimanale fa il resto. Ciò, nella città di Salisburgo, era impensabile prima dell`inizio del secolo.

Joseph si sente perfettamente a suo agio in questo mondo montano, tanto più che vi conosce suo nonno ancora vivo e impara ad apprezzarlo. Il vecchio uomo introduce il suo nipotino prete negli usi e costumi della gente del luogo. Gli uomini, qui, sono pervasi da una profonda fede cristiana, dalla quale non sono ancora interamente scomparse le usanze precristiane.

In occasione del Natale, Joseph scopre da quali mezzi elementari nasce la festività. Durante la messa di mezzanotte, egli è stupito ed ispirato dal modo incredibilmente bello co, quale questa popolazione festeggia, accompagnata da chitarre e strumenti ad arco e da canti in dialetto, la nascita del Signore. Il "“loria in excelsis Deo"”lo manda in visibilio. Simili ad angeli, I chierichetti stanno vicino al grande portale e ognuno accend le propria lanterna alla luce del presepio. Il Il vecchio uomo è fiero da suo nipotino prete. Ma ancora nello stesso inverno, il nonno ora 86enne si ammala. Nonostante le cure commoventi di Joseph, egli muore nel gennaio 1816 assistito dal giovane prete.

E` in questo luogo che nasce, nell`anno 1816, il celebre canto di Natale. Joseph approfondisce tutte queste nuove esperienze. Qui egli è il nipote del vecchio Mohr. Nessuno si preoccupa più della sua origine.

Ora giungono importanti eventi politici. Nell`aprile dello stesso anno viene proclamata la pace nel Salisburghese. Gli occupanti bavaresi devono sloggiare entro maggio, il che viene fato anche, rubando a piene mani. Al sentimento di essere liberati seguono i tempi foschi alla tragedia personale degli uomini. Joseph senti il dovere di mettere in opera le sue forze di curatore d`anime e di offrire aiuto. Giorno e notte si prodiga in atti umanitari senza il minimo riguardo per se stesso. All`inizio del anno 1817 si manifesta di nuovo la sua vecchia malattia polmonare. Joseph si ammala seriamente e nel luglio 1817 viene accompgnata dal parocco Stoff a Salisburgo ove è sottoposto a cure mediche; gli viene concesso un periodo do convalescenza, ma non sta a lungo a letto. Si esclude che possa proseguire nel Lungau la sua attività. Forse tramite interessamento del parocco Stoff e del Prof. Martin Bischofsreiter, che fu suo maestro, Joseph è richiesto dal parroco Kessler come assistente a Oberndorf, cittadina di barcaioli sita 20km a nord di Salisburgo. Anche il parroco Kessler e originario di Mariapfarr, e i due hanno molto da raccontarsi.

Joseph conosce qui il maestro Franz Xaver Gruber, il quale dirige, a 3km di distanza, la scuola di Arnsdorf e suona l`organo a Oberndorf. Entrambi sono accomunati dall`amore per la musica e si completano in questi tempi calamitosi nel loro impegno a favore del prossimo.

Nel frattempo Joseph è nominato prete ausiliario di Oberndorf. Egli ama il fiume, lungo il quale aveva giocato così spesso quando era bambino. La gente gli vuole bene, fosse solo perché è anche lui un uomo del fiume e perché riesce a stare in piedi su una barca, qualità che sfrutta notevolmente durante le piene, anche quando la barca sfiora il ponte per via della velocità della corrente. Questo ponte divide la parte bavarese della città da quella austriaca.

Quando poi, in ottobre, il parroco Kessler viene sostituito dal vecchio e corruccioso parroco Nöstler, il quale è invidioso della popolarità di Joseph, i rimproveri ingiustificati e le spiacevoli scenate fatte in modo imperioso rendono la pace impossibile. Gruber e Mohr si avvicinano sempre più e sorge un circulo di amici basato sulla tolleranza, i quali s`incontrano non solo nelle case private ma anche nelle oseterie. Nelle fredde giornate d’autunno e d’inverno vi regna il buon umore fra i barcaioli del Salzach. Questi vanno in giro con i loro strumenti musicali e suonano nelle locande. Capita pure, più di una volta, che Joseph afferri una chitarra e offra una danza di sua composizione.

Tuttavia Oberndorf aveva anche un altro aspetto. Con la pace del 1816 fu assegnata all’Austria e pertano separata dalla cittadina di Laufen sita sulla riva opposta del fiume. Laufen ormai faceva parte della Baviera. Questo nuovo spostamento della frontiera portò un impoverimento per la popolazione residente a Oberndorf. Gli artigiani e i proprietari di birrerie avevano perso i loro sbocchi commerciali. Il lavoro minorile fiori nuovamente. Ogni mano venne sfruttata per garantire il sistentamento delle famiglie. Alcuni bambini vennero addirittura usati da affaristi si camuffarono da onesti cittadini e quando Joseph protestò contro tale ingiustiza, il parocco Nöstler prese le parti di questi generosi donatori per rivolgersi insieme a loro all’ordinariato arcivescovile, accusando Joseph di presunta insubordinazione.

Nöstler rinfacciò anche a Joseph la sua origine e lo sgridò per ogni piccolezza. Gli vietò di andare in barca sul Salzach, di frequentare le osterie e di avere rapporti con la povera gente. Gli intimò peraltro di non introdurre nell modo di pensare della comunità dogmi presentare in modo erroneo.

Tutto ciò suequale poggiavano le ambizioni pastorali di Joseph doveva ora essere vietato. Quando egli citava poi il Maestro, la pazienza di Nöstler raggiungeva il colmo; così Joseph dovette lasciare la casa parrocchiale.

L’accusa fu respinta dal consistorio dopo che il decano competente per Oberndorf, che risiedeva nel comune vicino di Sankt Georgen, ebbe parlato di Joseph in questi termini: “Egli è amato da tutti e anche le sue prediche richiamano sempre molta gente. Gli attacchi di Nöstler ler provengono da una penna biliosa, ecc.”

Nöstler continuò ciononostante a fare tribolare il giovane prete. Mohr non abbassò le ali, rimase con le sue convinzioni. Intanto scorrevano i giorni e si avvicianva il Natale. Gruber voleva aiutare l’amico a riconquistare l’apprezzamento di Nöstler. Forse è il motivo per il quale face tacere organo. Al parocco Nöstler disse che era colpa die topi: avevano roso il mantice, rendendo cosi l’organo inutilizzabile. Comunque lo strumento fu riparato solo nel 1824 e il parocoo Nöstler fu ammonito per aver aggirato le vie legali. Le spese ammontarono a 1029,44 fiorini.

Per evitare che la messa della vigilia di Natale 1818 fosse celebrata senza musica, Gruber e Mohr presero il canto di Natale che quest’ultimo aveva composto prima nelle montagne del Lungau.

Nell’intento di salvare la messa di Natale, Franz Xaver Gruber lo arrangiò con una chitarra, due voci e accompagnamento del coro. Fu una bella festa di Natale: la gente fu commossa e travolta dalla semplice melodia e dal canto così pieno di sentimento.

Nell’anno 1819, Joseph fu poi trasferito, conformemente al suo desiderio, a Kuchl. Questa località ai piedi delle Alpi è nota per la sua chiesa riccamente addobbata e per la Georgsberg. Nel quinto secolo, san Severino esercitò qui, secondo la tradizione, la sua attività. Con il miraculo delle candele diede alla popolazione una prova della fede: infatti bruciarono solo le candele di quelli che avevano una fede e un cuore puri. Kuchl era dunque un luogo ove regnava una grande energia mistica, il posto ideale per rigenerarsi. Giovò moltissimo a Joseph.

Seguirono anni di peregrinazioni, talvolta come assistente, talvolta come scolare della fede e nella successione del Signore. Nel giro di nove anni cambiò undici volte di parrocchia. Lo troviamo a Golling, Vigaun, Hallein, Krispl, Adnet, Anthering, Koppl, di nuovo a Anthering, Eugendorf e Hof.

Nel 1827 venne affidata a Joseph la sua prima propria parrocchia a Hintersee, deliziosa piccola borgata formata di poche case e di un’osteria. Lo stesso anno sua madre morì a Salisburgo. L’aveva spesso ospitata nelle sue parrocchie per curarla, ma lei voleva, dopo ogni sua guarigione, tornarsene in città ove abitava, negli ultimi anni della sua vita, nella Pfeiffergasse 9, presso la familglia Laubacher che commerciava benifatti a maglia e che le aveva precedentemente fornito il lavoro.

Nel 1839 Joseph fu trasferito ancora una volta a Wagrain, nel pongau, paese di cui si lamentò amaremente: “In un tale comune di ladri,” disse, “il prete è il cane degli uomini”. Con le poche risorse a sua disposizione, apri un credito scolastico, in modo che anche i bambini poveri potessero frequentare la scuola. Dopo che l’edificio scolastico, che era crollato, fu ricostruito, l’arcivescovo Friedrich conte Schwarzenberg venne personalmente a benedirlo. Gli abitanti sentirono che il lorco lavoro e l’attività del loro parroco Mohr erano apprezzati. Costui non smise nemmeno qui di entrare qualche volte nelle locande, per suonare con la sua chitarra una delle sue composizioni. Gli unici che non sopportava erano i bellimbusti, come quel sacerdote cooperatore cje gli avevano appioppato e di cui si lamentava perché si preoccupava più delle sue scarpe e del suo vestito che non della cura delle anime.

Joseph Mohr morì a Wagrain il 4 dicembre 1848, altrettanto povero di quando era nato. Il suo denaro non bastò nemmeno per sepellirlo decentemente perché diede senza lesinare ai suoi contemporanei il poco di cui disponeva. Anche a noi ha ancora lasciato qualcosa: col suo canto ci ha ragalato una semplice e festosa serenità.

Joseph Mohr ha sempre seguito la via del suo maestro Gesù.

Prego tutti i miei lettori di tener presente che io non vedo Joseph Mohr da storico, ma che mi sento vicino come uomo Joseph.

Hanno Schilf.

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